5. Le intuizioni e le scoperte di Volta negli sviluppi degli attuali settori trainanti
Un'esperienza immaginaria di telecomunicazioni con la "pistola" di Volta
La pistola "elettrico-flogopneumatica" ideata e realizzata da Alessandro Volta conteneva una miscela di idrogeno e aria comune ed era chiusa con un tappo di sughero. Toccando con una mano uno degli elettrodi della pistola e avvicinando l'altra a uno dei due poli di una macchina elettrostatica, fino a far scoccare la scintilla tra i due elettrodi e dentro la pistola, si provocava una detonazione all'interno della pistola e l'espulsione violenta del tappo.
Di questa pistola Volta parla fra l'altro in una lettera scritta il 18 aprile 1777 al padre Carlo Barletti, professore a Pavia, proponendo di farla esplodere
a Milano con la scarica di una boccia di Leida a Como, dopo aver steso fra Como e Milano, due fili di ferro (o anche uno solo, se il secondo filo č sostituito da un canale d'acqua) [1].Alessandro Volta scrive al riguardo:
"...se il fil di ferro fosse sostenuto alto da terra da pali di legno quā e lā piantati es. gr. da Como a fino a Milano con una boccia di Leyden da me scaricata in Como; e quivi interrotto solamente dalla mia pistola, continuasse e venisse in fine a pescare nel canale del naviglio , continuo con il mio lago di Como; non credo impossibile di far lo sparo della pistola a Milano con una boccia di Leyden da me scaricata in Como...."
[1] Augusto Righi: Volta e la Pila. Lettura fatta in Como il 18 settembre 1899. Primo Congresso Nazionale di Elettricitā. Tipografia editrice Ostinelli, Como 1899.
[2] L'opera di Alessandro Volta nel 1*centenario della morte (1827-1927). A cura della Associazione Elettrotecnica Italiana. Ulrico Hoepli Editore Libraio, Milano, 1927.
[3] Giovanni Polvani: Alessandro Volta. Domus Galilæana, Vincenzo Lischi e figli, Tipografi editori, Pisa, 1942.
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