5. L'opera di Volta nello sviluppo della Società dell'Informazione

 

La leggenda del Golem e il problema dell'alimentazione dei robot

 

Secondo la leggenda, il Golem fu creato a Praga dal rabbino Loev, per sollevare il popolo, oppresso da una grande quantità di  lavori. Seguendo riti magici, letti sulla Cabbala, Loev ricavò il Golem da un blocco d'argilla. Pronunciata la formula magica sette volte, la forma d'argilla cominciò ad animarsi e cominciarono a crescere capelli e unghie...

Il Golem comprendeva i comandi del Rabbino Loev e gli rispondeva. Ogni notte gli veniva messo in bocca una foglio di carta con l'indicazione delle cose da fare il mattino dopo. E il Golem imparò presto a  rendersi utile e a fare molte cose: qualche volta puliva la Sinagoga, altre volte le case della gente. Di notte faceva osservare la legge e la gente si abituò presto alla sua presenza, senza spaventarsi.

Per renderlo più simile agli uomini,   il Rabbino gli insegnò a mangiare e a comportarsi come la gente comune, e finalmente gli insegnò a leggere. 

E fu proprio attraverso la lettura, che il Golem cominciò a conoscere quello che conoscevano gli uomini e desiderò diventare anche lui una persona, e divertirsi a fare scherzi, come accade ai bambini. Cominciarono allora a nascere seri problemi e il Golem finì col dover scappare dalla città, inseguito da tutta la gente. Da quel giorno non lo si vide più. Ma qualcuno oggi, ricordando la leggenda, pensa che sia nascosto nelle memorie dei computer e che da lì si diverta ancora a fare scherzi.  

Il parallelismo fra il Golem di ieri e quello di oggi, altrettanto fantastici, danno un'idea del cammino percorso dalla  tecnica nei due secoli che ci separano dall'invenzione della pila. Oggi infatti, anche l'aspetto scientificamente meno spiegabile del leggendario Golem, quello che riguarda la sua alimentazione (cioè il rifornimento energetico necessario per svolgere le sue molteplici funzioni), non preoccupa più, perché, almeno nel caso dell'invisibile Golem nascosto nel computer o dei tangibili "microrobot chirurghi" basta fornire l'energia elettrica necessaria tramite gli usuali e diffusissimi generatori elettrochimici (pile e/o accumulatori) derivati dall'invenzione di Alessandro Volta.

 

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