Sala Alessandro Volta

Sviluppi delle pile e delle loro applicazioni
L'opera di Volta nella Società dell'Informazione 

Questa Sala, allestita per onorare il bicentenario dell'invenzione della pila da parte di Alessandro Volta, si articola in due sezioni: la prima, è direttamente dedicata alle "pile", il  più diffuso dei prodotti derivati da quella storica invenzione, la seconda agli sviluppi della Società dell'Informazione, ispirati o sostenuti dall'intera opera di Volta. 

Quelle che oggi sono usualmente chiamate "pile" sono divenute ormai prodotti indispensabili alla vita di tutti i giorni, come fonte di energia sia per  milioni di dispositivi di largo consumo (orologi da polso, radioricevitori, registratori portatili, telecamere, rasoi elettrici, calcolatrici tascabili, giocattoli e altro) sia per organi artificiali complessi e di importanza vitale, come, ad esempio gli stimolatori cardiaci (pacemaker). Si tratta di oggetti che hanno esigenze di alimentazione molto diverse fra loro e questo spiega la grande varietà di pile oggi esistenti: 

  • un orologio richiede un'alimentazione continua con potenza estremamente bassa, ma  per periodi di tempo molto lunghi (almeno un anno);

  • i radioricevitori e i registratori vanno alimentati in modo intermittente per periodi di tempo che possono variare da alcuni minuti a diverse ore, con lunghi periodi di inattività;

  • una telecamera può essere alimentata per tempi brevi e frequenti un certo giorno e poi restare abbandonata per mesi ecc.

Nella presentazione della prima sezione della Sala, è stato dato al termine "pila" il significato più ampio e generale che è quello di "generatore elettrochimico" e che comprende tutte e tre le grandi linee di prodotti frutto dell'invenzione di Alessandro Volta:

Si è inoltre tenuto conto del fatto che, dopo essere stati sviluppati per quasi due secoli senza troppe preoccupazioni ambientali, i generatori elettrochimici sono da qualche decennio condizionati, come molti altri sistemi di generazione di energia elettrica, da fattori ecologici, oltre che tecnici ed economici.

Ma i frutti del pensiero voltiano non si esauriscono nelle applicazioni sempre più diffuse ed importanti delle pile e degli accumulatori; alla prima sezione della sala Volta ne è stata quindi affiancata una seconda, dedicata a quei settori trainanti dell'odierna Società dell'Informazione, che portano l'impronta delle intuizioni di Volta e che sono stati inizialmente condizionati, e successivamente sostenuti nel loro sviluppo tecnico-commerciale, dalla disponibilità di pile e di accumulatori.

Complessivamente, nella Sala sono trattati cinque temi.

I primi tre (le pile oggi, tecnologie di produzione, smaltimento e riciclaggio di pile e accumulatori a fine servizio) presentano l'attuale stato dell'arte e illustrano il frutto odierno dell'invenzione di Volta dai diversi punti di vista.

Il quarto (sviluppo cronologico delle pile e degli accumulatori) analizza, attraverso una serie di tabelle cronologiche, gli sviluppi compiuti nell'arco degli ultimi due secoli.

Infine il quinto tema (L'opera di Volta nello sviluppo della Società dell'Informazione), che rappresenta, nel suo insieme, la seconda sezione della Sala, evidenzia l'impulso e il sostegno dato dalle intuizioni e dalle invenzioni di Alessandro Volta  da quattro settori trainanti della società attuale (bioingegneria, telecomunicazioni, informatica, robotica) e da quelli che li hanno preceduti o che li affiancano. In particolare, il fondamentale contributo dello scienziato comasco al settore delle misure e della strumentazione viene considerato nell'ambito dell'elettrofisiologia che introduce al settore della bioingegneria. 

Va per altro ricordato, per completezza, che restano fuori dai confini di questa presentazione importanti contributi di Alessandro Volta alla conoscenza scientifica mondiale. Oltre gli studi sul comportamento dei gas e la scoperta del metano, che non rientrano nei campi di competenza dell'AEI- Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana, occorre ricordare in particolare l'intuizione qualitativa della legge di Ohm, comunicata da Volta all'olandese Martinus Van Marum, in una lettera del 1802. 

Le riproduzioni funzionanti degli strumenti realizzati e utilizzati da Volta all'inizio dei suoi studi, sono presentate nel Tempio Voltiano a Como, dove è stato ricostruito il laboratorio Gattoni, andato distrutto nell'incendio del 1935; fu infatti presso il laboratorio del canonico Giulio Cesare Gattoni, nella omonima torre pentagonale della cinta muraria della città, che Alessandro Volta poté eseguire le sue prime sperimentazioni. 

Gli strumenti originali, realizzati e utilizzati dallo scienziato comasco durante gli anni in cui insegnò Fisica Sperimentale all'università Pavia,  sono invece custoditi nel "Gabinetto di Alessandro Volta" inaugurato nel 1999, presso quella stessa università, nell'ambito delle celebrazioni  per il bicentenario dell'invenzione della pila. 

La Sala Volta allestita nel Museo Storico Virtuale dell'AEI è completata dalla presentazione delle principali norme europee che riguardano le pile e gli accumulatori, e da un Glossario che riporta il significato essenziale dei termini specifici utilizzati.

La tecnica dell’ipertesto - adottata in tutta la presentazione per lasciare piena libertà di percorso ai Visitatori - facilita, nel mondo senza confini di Internet, la continua introduzione di modifiche, sviluppi e aggiornamenti, permettendo di considerare la “sala” stessa, non un punto di arrivo, ma uno stimolo al miglioramento continuo. Il Comitato promotore del Museo Storico Virtuale dell'AEI affida i futuri aggiornamenti e sviluppi ai Consulenti scientifici della Sala Alessandro Volta e a tutti i Visitatori che vorranno collaborare con critiche e contributi.

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