4. Sviluppo cronologico delle pile e degli accumulatori 

Tavola 6
1901-2001

Date e luoghi

Scoperte, invenzioni
e sviluppi

Intuizioni 
e formulazioni di leggi

Applicazioni

1901
(Svezia)

Waldemar Jungner (Svezia) e Thomas A. Edison (Stati Uniti), in competizione fra loro,  ottengono vari brevetti per gli accumulatori al nichel-cadmio e al  nichel-ferro 


L'accumulatore al nichel-cadmio 
di Waldemar Jungner 

1901
(Stati Uniti)


L'accumulatore al nichel-cadmio
di
Thomas A. Edison 

Inizi del Novecento
(Europa)

Vari sviluppi tecnologici degli accumulatori al piombo principalmente per opera delle società: Fulmen (Francia), AFA (Germania) e Chloride (Gran Bretagna)


Gli accumulatori al piombo cominciano ad essere utilizzati per l'avviamento elettrico degli autoveicoli

1907
(Italia)



La società tedesca Accumulatoren Fabrick  Aktiengesellschaft e diverse imprese italiane fra cui la Edison, fondano la società Tudor di Melzo (Milano) che continuerà a produrre accumulatori fino al 1972 

1908
La conferenza internazionale su "Electrical Units and  Standards names" stabilisce come campione per la forza elettromotrice, la cella al cadmio reealizzata da Edward Weston nel 


1914-18
(Francia)
Charles Fery realizza la pila zinco-aria, utilizzando, come elettrolito, l'idrossido di potassio. Il catodo è costituito da un tubo di carbone attraversato da fori nei quali avviene la riduzione dell'idrogeno per effetto dell'ossigeno dell'aria; l'anodo, di zinco, è sistemato sul fondo del contenitore in modo da non essere attaccato dall'ossigeno 

fonte: perso.club-internet.fr

Le pile fery troveranno applicazione negli anni Venti in vari settori, fra i quali la telegrafia e la telefonia senza fili. Successivamente saranno impiegate occasionalmente in applicazioni militari
1928
(Germania)

La IG Farben introduce negli accumulatori, come materia attiva, supporti in nichel sinterizzato


Questa innovazione facilita lo sviluppo dell'elettronica  portatile 

1932


Raymond M. Fuoss e Kurt A. Kraus propongono una teoria delle soluzioni elettrolitiche


1936

Emil Baur e H. Preis realizzano una pila a combustibile a metano   (PAFC)



1939
(Londra)
Francis Thomas Bacon realizza,  una pila a combustibile che usa elettrodi realizzati con rete di zinco e funzionanti alla pressione di 3000 psi  

1939
(Torino)

Ernesto Denina conferma sperimentalmente la teoria formulata nel 1882 da John Hall Gladstone e Alfred  Tribe  per l'accumulatore al piombo



1939-45
(Londra)



Bacon sviluppa una cella a combustibile per i sommergibili della flotta inglese
1947
(Mosca)

O.K. Davtyan sviluppa una pila a combustibile con elettrolito solido (SOFC)



1950
(Stati Uniti)

Samuel Ruben realizza una pila all'ossido di argento



1954
(Londra)

Francis Thomas Bacon realizza, per la Britain's National Research Development Corporation, una pila a combustibile a idrogeno e ossigeno, con elettrolito alcalino (AFC), dove usa uno stack  di elettrodi del diametro di 25 cm



1955
(Stati Uniti)

J.L.Weininger realizza una pila a combustibile a carbonati fusi (MCFC) 



1957
(Stati Uniti)

Sono immesse sul mercato le pile Ruben-Mallory (pile zinco - ossido di mercurio)



1957
(Stati Uniti)

Ricerche pionieristiche di C. Tobias e W. Harris sull'uso di elettroliti non acquosi (incluso il carbonato di propilene). Su queste ricerche si baserà lo sviluppo delle pile al litio



1958
(Londra)
Bacon realizza, per la Britain's National Research Development Corporation, una pila a combustibile alcalina che utilizza una pila (stack) di elettrodi  del diametro di 25 cm
Benché costose, le pile a combustibile di Bacon risultano sufficientemente affidabili per attrarre l'attenzione della Pratt & Whitney. Il lavoro di Bacon sarà in seguito utilizzato nel quadro della fornitura di celle a combustibile  per i veicoli spaziali Apollo
1959
(Stati Uniti)
Harry Karl Ihring della Allis Chalmers realizza il primo trattore alimentato da una pila a combustibile ad acido solforico (PAFC): per generare i 15 kW necessari per far funzionare un trattore da 20 CV vengono combinate assieme 1008 celle PAFC

1960
(Stati Uniti)

La Mallory brevetta la pila alcalina zinco-biossido di manganese, che presenta un'energia tripla di quella della pila Leclanché classica



Primi anni Sessanta 
(Stati Uniti)

Nell'ambito di un programma stipulato dal  Navy's Bureau of Ships (Electronics Division) e dall'Army Signal Corps, con la General Electric (GE), Thomas Grubb e Leonard Niedrach sviluppano una piccola pila a combustibile a elettrolito polimerico (PEM) per le applicazioni spaziali della NASA


La tecnologia PEM sarà usata con successo in 4 voli del progetto Gemini. Ma durante il collaudo delle apparecchiature  destinate al progetto Apollo (che prevede durate di missione fino a  14 giorni), il  modello PB2 delle pile PEM della General Electric, incontra ripetute difficoltà (contaminazione interna della pila, perdita di ossigeno attraverso la membrana ecc.)

Anni Sessanta
(Stati Uniti)

Presso la Pratt and Whitney Aircraft inizia lo sviluppo di impianti di potenza realizzati con celle a combustibile ad acido fosforico  per veicoli spaziali 



1963
(Canada)
La società canadese Ballard lancia il primo veicolo spaziale dotato di celle a combustibile
1963
(Stati Uniti)

La Union Carbide inizia lo sviluppo di pile a combustibile a elettrolito alcalino (AFC)


Nel giro di due anni, le società Ballard  e Dalmier  Benz decrivono il funzionamento di uno stack con densità di potenza di 1 kW al litro

1964
(Stati Uniti)
Pila a combustibile a carbonati fusi, da 100 W, fornita all'esercito statunitense dalla Texas Instruments 
1965
(Stati Uniti)

Pila a combustibile ad acido solforico  da 5 kW realizzata dalla Allis Chalmers 
1968
(Stati Uniti)

Presso la Energy Conversion vengono ottenuti importanti sviluppi della pila zinco-aria di Charles Fery


Le nuove pile saranno utilizzate soprattutto nel settore delle protesi uditive 

1970
(USA - Giappone)

Sono sviluppati diversi modelli di pile a litio e biossido di manganese.
(Brevetti vari)



1975
(Stati Uniti)

Sono sviluppati supporti in teflon per gli elettrodi degli accumulatori cadmio-nichel



1983
(New York)

La UTC (United Technology Corporation) sviluppa un impianto pilota con celle a combustibile PAFC; potenza complessiva: 4,8 MW



1987
(Montreal)

La Alcan International Limited realizza la pila alluminio-aria



1978- 1982
(Detroit)

La Ovonic sviluppa e brevetta la tecnologia con idrogeno assorbito in leghe metalliche (idruri metallici). L'impiego dell'idrogeno quale materia attiva all'elettrodo negativo consente un notevole aumento delle energie specifiche di massa e di volume


Gli accumulatori al nichel idruri metallici sono inizialmente sviluppati per le applicazioni spaziali, ma trovano presto applicazione anche in ambito commerciale. In particolare, nel settore dei telefoni cellulari, essi sostituiranno rapidamente, per esigenze ecologiche, gli accumulatori al nichel cadmio  

1990
(Giappone)

La Sony sviluppa gli accumulatori a ioni di litio caratterizzati da: tensione  fra gli elettrodi di oltre 3 V, alta energia specifica e lunga durata di vita. L'ossido di litio del catodo assorbe o rilascia ioni-litio ed elettroni, mentre il foglio di carbone, che forma l'anodo, rilascia o assorbe litio attivo

La leggerezza  del litio e la sua spiccata tendenza a cedere elettroni lo rendono adatto alla costruzione di pile e di accumulatori di elevata capacità specifica. Gli svantaggi sono dovuti all'elevata reattività del litio (che non permette di usare elettroliti acquosi) e alla solubilità dei suoi ioni che provocherebbe, durante la scarica, lo scioglimento di un elettrodo di litio metallico 

Nonostante il loro costo relativamente alto, gli accumulatori a ioni di litio, hanno  vantaggi che li rendono competitivi con gli altri tipi di accumulatori specialmente nelle applicazioni dove ha importanza determinante la riduzione del  peso (telefoni cellulari, computer portatili, telecamere portatili ecc.) 

Primi anni Novanta

(Giappone)



Le  Ishikawajima Heavy Industries fanno funzionare in modo continuativo per 10000 ore un  generatore da 1 kW  a carbonati fusi (FCMC.)
1992
(Europa)
Viene deciso di costituire una società fra le diverse ditte interessate a promuovere lo sviluppo dell'Euro-Quebec Hydro-Hydrogen Project (EQHHPP)

1994
(Stati Uniti)

L'H-Power della Georgetown University e l'U.S. Department of Energy adattano a un autobus una pila a combustibile PAFC da 50 kW  della Fuji Electric
1997
(Stati Uniti)

 

La M-C Power Corporation dell' Illinois installa a San Diego, nella base aeroportuale dei marin a Miramar un generatore a carbonati fusi (MCFC) da 250 kW. Sono generati  circa 160 mWh producendo anche il vapore per gli usi della base militare
1998
(Stati Uniti)


La Georgetown University, la Nova BUS e il  Department of Transportation degli Stati Uniti cominciano ad eseguire prove su un autobus alimentato da una pila a combustibile PAFC da 100 kW,  prodotta dalla  International Fuel Cells Corporation (una joint venture della Toshiba e della UTC)
1998-99
(Europa )
Si sviluppa la prima fase del progetto MOLCARE (MOLten CARbonate  Europe) che ha l'obiettivo di commercializzare un sistema da 500 kW, utilizzabile anche come modulo base per realizzare impianti di maggiore potenza. Il progetto è guidato da Ansaldo Fuel Cells  con la partecipazione  di vari partner, fra i quali, in Italia, ENEL, ENEA, FN,  CNR-ITAE e, in Spagna , Iberdrola, Endesa e BWE. 

Prova di uno stack da 100 kW nel Centro per la dimostrazione  di nuove tecnologie della società elettrica privata spagnola, Iberdrola, ad Augustin de Guadalix (Madrid) 

1999
(Stati Uniti)


La M-C Power Corporation installa a Miramar uno stack  da 75 kW ed ha inizio un programma di collaudo che mira ad estendere la scala di applicazione fino al collaudo di un prototipo di impianto commerciale da 300 kW

2001

(Giappone)

La Toyota presenta un'autovettura basata su un sistema ibrido (simile a quello della Prius), che comprende uno stack da 90 kW sviluppato dalla stessa Toyota, e una batteria a nichel-idruri metallici. L'autovettura ha un'autonomia di oltre 300 km e una velocità massima di 150 km/h

2001


(Germania)
La BMW presenta la prima autovettura con alimentazione elettrica fornita non da accumulatori ma da una pila ad ossidi solidi.  Il processo di reforming della benzina (a 800° C) separa l'idrogeno, che serve all'alimentazione della pila a combustibile, mentre la parte residua è bruciata per fornire calore al processo stesso. Questo sistema di conversione ha un rendimento quasi  doppio di quello che avrebbe il sistema tradizionale formato da motore, APU (Auxiliary Power Unit) e batteria di accumulatori

Nel giro di un quinquennio il sistema sarà commercializzato e avrà una potenza d'uscita di circa  5 kW.  La pila a combustibile avrà funzionamento  indipendente dal motore e provvederà anche al riscaldamento della vettura, al condizionamento dell'aria e al funzionamento dei sistemi elettronici

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