4. Sviluppo cronologico delle pile e degli accumulatori

 Tavola 2
1801 -1825

Date 
e luoghi

Scoperte, invenzioni e sviluppi

Intuizioni 
e formulazioni di leggi

Applicazioni

1801
(Parigi)

Volta illustra il funzionamento della pila a Napoleone Bonaparte


1801
(Londra)

Humphry Davy ottiene la conferma sperimentale del principio di funzionamento della pila, basato sulle reazioni di ossido riduzione


1802
(Pavia)

Luigi Valentino Brugnatelli, collaboratore di Volta, realizza la prima doratura galvanica



1802
(Baviera)

Nel corso di ricerche sulle celle elettrolitiche, Johann Wilhelm Ritter realizza una pila a colonna con dischi di metallo alternati a strati di carta, appena inumiditi con un liquido che non attacchi chimicamente il metallo. Questa pila, viene considerata, come la successiva pila Zamboni, fra le antesignane delle cosiddette "pile a secco"


1803
(Weimar)


Ritter approfondisce le conoscenze sulle reazioni agli elettrodi, scopre la reversibilità della sua pila e di quella di Volta e apre la strada alle ricerche sulle pile a gas e sugli accumulatori  La pila di Ritter può essere caricata collegandola a una pila di Volta e può essere usata al posto di quest'ultima per produrre cariche elettriche o per decomporre l'acqua con cui riesce a caricare bottiglie di Leida altrettanto bene che con la pila di Volta

1803-1825
(Svezia)


La Società Galvanica Svedese isola metalli alcalini mediante elettrolisi di sali fusi

1806
(Germania)


Theodor von Grotthuss formula una prima teoria dell'elettrolisi: l'ossigeno tende a portarsi verso il polo positivo, l'idrogeno verso quello negativo

1807
(Londra)


Humphry Davy fa costruire, nelle cantine della Royal Institution, una gigantesca pila di 2000 celle rame-zinco

1807
(Londra)


Davy isola potassio metallico attraverso la decomposizione elettrochimica di potassa fusa


1808 (Lituania)


Grotthuss intuisce che i fenomeni chimici sono il risultato delle tensioni elettriche che si generano nel contatto fra sostanze interagenti chimicamente fra loro

1808-1812
(Londra)



Davy usa la pila rame-zinco da 2000 celle per l'elettrolisi di sali disciolti e fusi

1809
(Londra)



Jean-André Deluc, membro della Royal Society di Londra, costruisce una pila a colonna con 300 dischi di zinco e altrettanti di carta dorata da un lato e acidulata dall'altro

1809
(Londra)



Davy accende un arco elettrico in onore di Volta (arco voltaico)


Antoine César Becquerel formula una prima considerazione energetica sulle pile


1810-12
(Verona)

Giuseppe Zamboni realizza la prima pila a secco al biossido di manganese, capostipite delle pile Leclanché. La pila è formata da un gran numero di dischetti stagnati da una parte e  verniciati con perossido di manganese dall'altra; il polo negativo è sulla faccia stagnata. La tensione fra gli elettrodi dipende dalla temperatura e dall'umidità dell'ambiente

Pila a secco di Giuseppe Zamboni (esemplare custodito presso l'Istituto di Fisica di Roma. I dischetti sono contenuti in un astuccio cilindrico di vetro, chiuso da due cappucci di ottone. Molti dischetti sono andati perduti. In quelli rimasti non vi è quasi più traccia delle sostanze che li ricoprivano. La pila eroga una corrente di bassa intensità ma offre il vantaggio di una lunga durata

1811
(Stoccolma)

Utilizzando le concezioni elettrochimiche, Jöns Jakob Berzelius classifica le sostanze in elettropositive (che si raccolgono attorno al polo negativo) e in elettronegative (che si raccolgono attorno al polo positivo)


1813
(Parigi)


Napoleone  fa costruire  una grande  pila nella École Politechnique  de Paris

1816
(Londra )

Pila a tazze realizzata da William Hyde Wollaston 


1820
(Copenaghen) 


H. Christian Oersted  usa una  pila Wollaston per esperienze fondamentali di elettromagnetismo 

1822
(Verona) 

Zamboni  realizza una pila a doppio elettrolito e supera il problema della polarizzazione 

1824
(Londra) 

Humphry Davy inventa un metodo di protezione  galvanica del rivestimento di rame degli scafi delle navi

 

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