3. Smaltimento e riciclaggio

Il problema dello smaltimento
degli accumulatori esausti

In Italia vengono ogni anno immesse sul mercato circa 175 000 tonnellate di accumulatori al piombo, delle quali 140 000 sono da avviamento e 35 000 industriali.

E' esperienza comune che dopo un certo numero di cicli di scarica e ricarica (generalmente qualche migliaio), gli accumulatori mostrano un'evidente diminuzione delle loro prestazioni originarie e vanno sostituiti. A questo punto nasce il problema dello smaltimento perché gli accumulatori al piombo esausti contengono mediamente il 60-65% di piombo (sotto forma di metallo, sali e ossidi), il 20-25% di elettrolito (acido solforico diluito) e l’8-10% di materie plastiche (polipropilene, pvc).

Il piombo influisce sui processi biochimici vitali e la sua azione attacca fegato, sistema nervoso e apparato riproduttivo. L'acido solforico può provocare ustioni e, se penetra nel terreno, avvelena la vegetazione circostante e si mescola alle acque di fiumi e torrenti; inoltre i suoi vapori si disperdono nel pulviscolo atmosferico, inquinando l'aria che respiriamo.

 

Se quindi si abbandonano gli accumulatori esausti in modo incontrollato si provocano gravi danni all'ambiente e alla salute dell’uomo.

ll piombo inoltre, se da un lato è rischioso per l'uomo e l'ambiente, dall'altro è prezioso a livello commerciale, soprattutto per l'Italia che è costretta ad importarlo.

Di conseguenza, il riciclaggio degli accumulatori non solo può preservare da gravi pericoli ambientali, ma può contribuire anche al risparmio energetico in quanto, ricavando piombo cosiddetto "secondario" dagli accumulatori esausti, si riduce la richiesta di energia per lavorare il minerale - generalmente galena (PbS) - da cui si ricava il piombo "primario".

Il riciclaggio degli accumulatori è un esempio di quello che si può fare estendendo le valutazioni economiche anche alle componenti ambientali. L'analisi dei costi e dei benefici ambientali integrata con quella con quella degli effetti tradizionali (occupazione, indotto ecc.) può infatti fornire un complesso di criteri in grado di guidare le nostre scelte tra le diverse possibili soluzioni alternative che la produzione attuale mette a nostra disposizione. Si è sviluppata pertanto la nuova metodologia dell'analisi del ciclo di vita dei prodotti dell'attività umana dell'ecobilancio che, a differenza delle altre tecniche economiche, adotta una prospettiva collettiva anziché privata, valutando anche le cosiddette esternalità, cioè i costi e benefici di rilevanza collettiva, non incluse nella normale contabilità di mercato.

In base a questa metodologia, ogni consumatore può essere chiamato, attraverso le sue scelte consapevoli, ad orientare la produzione, contribuendo così attivamente alla costruzione della società futura.

Per trasformare il problema del recupero e del riutilizzo degli accumulatori esausti in un’opportunità ambientale ed economica, la Legge 475/88 ha istituito in Italia il COBAT - Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi.

Il simbolo internazionale di riciclaggio ( Norma Europea CEI EN 61429):

indica che un accumulatore è riciclabile e ricorda di osservare le regole di riciclaggio vigenti.

Direttive e norme prodotte finora in ambito europeo:

CEE 91/157. Pile elettriche. La Direttiva Europea per gli accumulatori esausti

CEI EN 61429. Marcatura di accumulatori e batterie con il simbolo  internazionale di riciclaggio ISO 7000-1135

 

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