3. Smaltimento e riciclaggio
Il piano in due fasi dell' EPBA
per il riciclaggio delle pile di uso comune

Le pile di uso comune fornite dai grandi produttori possono considerarsi già oggi pile "verdi", essendo stati praticamente eliminati gli elementi chimici più nocivi per l'ambiente (mercurio e cadmio). Ma le esigenze ecologiche, che stanno diventando sempre più stringenti, hanno spinto la Commissione Europea ad avanzare una nuova proposta legislativa che contempla la raccolta e il riciclaggio di tutte le pile oggi in uso per apparecchi portatili.

Di conseguenza l'EPBA - European Portable Battery Association ha sviluppato un piano in due fasi (denominato Two Step Plan) per bandire dal mercato tutte le pile con contenuto di mercurio superiore a determinati limiti e per il riciclaggio di tutte le pile di uso comune (che rappresentano il 90% del mercato totale delle pile).

Prima fase (step 1) - Messa al bando delle pile contenenti mercurio, a partire dal 1° gennaio 1999.

L'eliminazione del mercurio dalle pile di uso comune si sta articolando in fasi successive: a partire dal 1994 tutte le pile vendute dai Paesi membri dell'EPBA devono avere un contenuto di mercurio inferiore allo 0,025% (250 ppm), di conseguenza queste pile sono considerate a tutt'oggi come "mercury free".

D'altra parte, la Direttiva Europea 91/157/EEC sulle pile e gli accumulatori contenenti sostanze dannose, continua a consentire di importare nella Comunità Europea pile con contenuto di mercurio maggiore del limite suddetto.
La prima fase del piano EPBA prevede che entro il 1999 il contenuto massimo di mercurio sia portato sotto le 50 ppm ed entro il 2003, sotto le 5 ppm.

Seconda fase (step 2) - Raccolta e riciclaggio di tutte le pile di uso comune a partire dal 2003.
Una volta che siano state tolte dal mercato le pile con contenuto di mercurio superiore alle 5 ppm, parte la seconda fase del piano che prevede la raccolta e il riciclaggio delle pile di uso comune - composte prevalentemente da zinco (20%), manganese (20%), acciaio (15%), carbonio (10%), altri elementi (35%) - con l'obiettivo di ricuperare il 65% dei materiali componenti.

Lo schema del riciclaggio delle pile, sviluppato dall'EPBA, comprende tre operazioni distinte:

  • la raccolta delle pile, a cura dei Comuni
  • la cernita delle pile da parte dell'impianto automatico ad alta velocità progettato e realizzato dall'EPBA (una prima selezione si basa sulle dimensioni fisiche delle pile e una seconda selezione, sulla loro composizione chimica)
  • il riciclaggio (le pile a bottone e le pile ad ossido di mercurio, così come quelle a cadmio-nichel e al piombo saranno inviate ai sistemi di riciclaggio già esistenti; le pile alcaline, quelle allo zinco e quelle al litio, all'industria metallurgica)

Numerose prove, condotte dall'EPBA in questi anni presso diversi stabilimenti europei, hanno infatti dimostrato che le pile a zinco e le pile alcaline senza mercurio possono essere riciclate con successo presso le industrie metallurgiche. I processi industriali di riciclaggio finora individuati consentono il recupero parziale del contenuto di zinco, manganese e acciaio e il recupero di energia dal carbone.

 

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