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Date e
luoghi
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Concezioni astratte,
linguaggi e
algoritmi
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Strumenti di calcolo
e di elaborazione
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Applicazioni
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3°
secolo
(Egitto)
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Diofanto di
Alessandria, considerato da alcuni storici come il padre dell'algebra scrive
l'opera "Arithmetica" che contiene una raccolta di problemi
algebrici
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9°
secolo
(Scuola
araba)
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Dalla prima parola del
trattato di matematica più importante dell'arabo
al-Khuwarizmi: Al-jabr wa'l muqabadalah, ha origine il termine
"algebra".
Gli Arabi usano la
parola al-jabr, per indicare l'operazione di trasporto, con cambiamento
di segno, da un membro all'altro di una equazione
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L'arabo Ja'far Muhammad
introduce, per l'esecuzione dei calcoli, l'uso della scrittura in luogo
degli abachi arabi (con dieci palline infilate su ciascun filo di ferro
e nessuna ata centrale)
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La
presentazione del sistema di numerazione indiano a cura dello stesso
al-Khuwarizmi, darà origine, con qualche alterazione, alla parola
"algoritmi"
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Secoli
9°-15°
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Dal mondo arabo, l'algebra
arriva in Europa prevalentemente attraverso
l'Italia.
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16°
secolo
(Bologna)
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Si
sviluppa la scuola bolognese, con Gerolamo Cardano, Niccolò
Fontana (detto Tartaglia) ed altri. Sono introdotti i numeri "immaginari"
e formule generali per la risoluzione di equazioni di terzo e quarto
grado
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1572
(Bologna)
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Raffaele Bombelli
pubblica i primi tre libri della sua opera principale
"Algebra", dove svincola la trattazione dei problemi
algebrici dalle dimostrazioni geometriche
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1617
(Scozia)
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Per facilitare l'esecuzione di
moltiplicazioni e divisioni, John Napier
(Nepero), famoso per i suoi lavori sui logaritmi, introduce i cosiddetti "bastoni di Nepero",
da usare come "colonne mobili della tavola pitagorica"
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per
I bastoni di Nepero permettono di eseguire
le serie di addizioni (o di sottrazioni) richieste per
moltiplicare (o per dividere)
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1620
(Londra)
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Edmund Gunter,
astronomo, matematico e inventore, pubblica le prime tavole
logaritmico-
trigonometriche a sette cifre decimali.
In conformità
con queste tavole, i numeri sono rappresentati in scala logaritmica,
mediante l'incisione di tacche su righelli di legno (scale di Gunter)
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Gunter inventa il
"sector", uno strumento matematico per eseguire calcoli
numerici, che anticipa l'avvento del regolo calcolatore. Esso è
formato da due bracci, incernierati fra loro, che sono graduati in
scala logaritmica. L'impiego dello strumento è complicato e richiede
anche l'uso di compassi
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Per moltiplicare due numeri rappresentati
su scale di Gunte, si aggiunge al segmento
rappresentativo del primo numero, il segmento corrispondente al
secondo. Per la divisione, il secondo segmento viene sottratto al primo
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1622
(Londra)
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Il matematico William
Oughtred inventa e descrive il primo regolo calcolatore, ma attenderà
dieci anni prima di pubblicare la sua opera "Circles of Proportion
and the horizontal Instrument" dove sono descritti regoli
calcolatori, sia rettilinei che circolari
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1623
(Tubinga)
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Per rendere più
rapidi e sicuri i calcoli astronomici, Wilhelm Schickard costruisce
una macchina in grado di eseguire le quattro operazioni
fondamentali
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1642
(Francia)
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Blaise Pascal progetta una
macchina in grado di eseguire meccanicamente addizioni e sottrazioni (la "Pascalina")
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1654
(Inghilterra)
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Combinando assieme due
regoli graduati in scala logaritmica, in modo che uno possa scorrere
nella scanalatura praticata nell'altro, Robert Bissaker
costruisce il
"regolo calcolatore" nella forma che oggi conosciamo.
Lo strumento
avrà grande diffusione e sarà usato regolarmente da tecnici e
ingegneri fino alla comparsa delle calcolatrici tascabili (seconda
metà del 20° secolo)
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1673
(Lipsia)
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Gottfried
Leibnitz
realizza una macchina da calcolo in grado di eseguire le
moltiplicazioni per addizioni successive
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1679
(Hannover)
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Leibniz concepisce
l'aritmetica binaria e, in due
fogli autografi, accenna alla possibilità di realizzare una
macchina calcolatrice binaria
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