5. L'opera di Volta nello sviluppo della Società dell'Informazione
La disputa fra Volta e Galvani e la nascita dell'elettrofisiologia
Nel 1873 il professor Luigi Galvani dell' università di Bologna comincia a sviluppare i suoi studi e le sue esperienze sull'anatomia della rana e alla fine degli anni Settanta disponeva di una macchina elettrostatica a strofinio e di una bottiglia di Leida come sorgenti di elettricità per eseguire esperimenti sulla possibilità di stimolare i muscoli della rana per via elettrica.
Nel 1781, nel laboratorio di Galvani, si verifica un evento inatteso: un assistente tocca con un coltello anatomico una rana morta e "preparata" (cioè spellata e con i nervi lombari messi a nudo), quando scocca una scarica dalla macchina elettrica che si trova sullo stesso tavolo di lavoro: la rana morta ha sorprendenti e violente contrazioni. Galvani si interessa al fenomeno e prova fra l'altro a sostituire la persona e il coltello anatomico con un lungo conduttore con un'estremità attaccata a un uncino inserito nella colonna vertebrale della rana e con l'altra prossima alla macchina elettrica. Riesce in questo modo a ripetere l'esperienza anche disponendo la rana e la macchina elettrostatica in due stanze diverse.
Le esperienze mettono in evidenza che l'intensità delle contrazioni dipende da vari fattori: la vitalità della rana, l'intensità della scintilla, la lunghezza del conduttore.
Tre anni dopo (1784) Galvani inizia una serie di esperimenti sull'effetto dell'elettricità naturale o dell'elettricità atmosferica sulle rane preparate, ottenendo contrazioni in corrispondenza di fulmini e anche in presenza di nubi temporalesche.
Un resoconto degli esperimenti di Galvani sull'elettricità atmosferica forma la seconda parte dell'opera
Viene esplorata l'ipotesi di un circuito formato da: nervo, uncino, piastra di ferro a contatto del muscolo e muscolo, e Galvani constata che le contrazioni non hanno più luogo quando in questo circuito si produce un'interruzione o si introduce un corpo non conduttore. La grande varietà degli esperimenti fa nascere l'idea che alcune coppie di metalli permettano di conseguire risultati migliori di altri. Ferro e rame permettevano di ottenere buomni risultati e risultati anche migliori si ottenevano usando ergento e ferro. Al contrario se uncino ed arco erano entrambi di ferro, le contrazioni si riducevano o sparivano del tutto.
Fin dall'inizio delle sue ricerche Galvani ritiene che i fenomeni osservati abbiano origine da quella che Bertholon e altri studiosi hanno denominato "elettricità animale" e fa vari esperimenti per provare che l'elettricità animale può essere condotta attraverso tutte le parti di animali sezionati , a condizione che esse siano abbastanza umide. L'osservazione di contrazioni sia in animali a sangue caldo che a sangue freddo spinge Galvani a sperare che la nuova conoscenza possa essere di grande aiuto alla fisiologia e alla medicina.
Le scoperte di Galvani sono pubblicate solo nel 1791. Nella sua opera "De viribus Electricitatis in Motu Musculari Commentarius" lo scienziato bolognese sostiene l'ipotesi che il tessuto animale contenga una nuova forma di elettricità (l"elettricità animale") che si aggiunge a quella "naturale" dei fulmini, dell'anguilla elettrica e della torpedine, e a quella "artificiale" prodotta dalla macchina elettrostatica a frizione. Questa elettricità animale attiva nervi e muscoli e può essere rilevata mediante sonde metalliche . Il cervello è considerato come l'organo più importante di secrezione del fluido elettrico e i nervi sono i canali attraverso i quali lo stesso fluido arriva al muscolo; i tessuti muscolari agiscono come le superfici interna ed esterna di una bottiglia di Leida ed è lo stesso flusso elettrico che stimola le irritabili fibre muscolari.
Il mondo scientifico accoglie favorevolmente l'ipotesi di Galvani, ma Alessandro Volta, pur condividendo l'idea che la rana sia un buon rivelatore di elettricità , nega l'esistenza di un'elettricità animale distinta dall'elettricità comune e continua a negarlo anche quando Galvani mostra che, ponendo a contatto un conduttore formato da un solo materiale e la superficie recisa di con nervo crurale e la superficie integra di un muscolo della coscia si osserva un'energica contrazione.
Pezzo di Matteucci
"... Galvani il quale aveva scoperto allora che la scintilla elettrica aveva tanta attività per risvegliare le contrazioni , non esitò ad attribuire anche le contrazioi eccitate da quella coppia metallica all'elettricità. Fu allora che insorse una delle più splendide e e più pacifiche battaglie che la scienza abbia mai veduto: ed il più bello e consolante per l'umanità si è che, per quella battaglia finì con una grande vittoria dell verità; e, cosa curiosa e rara, col trionfo dei due supremi generali, cioè di Galvani e di Volta. Il primo immaginò che l'elettricità fosse sviluppata dall'animale e che l'arco elettrico non servisse che a scaricarla..............Volta suppose invece che l'elettricità fosse sviluppata dai due metalli , e precisamente nel punto in cui si toccavano fra loro; e che la rana non facesse che da elettroscopio.
Volta vinse allora il suo avversario con una esperienza famosa , colla quale provò che i due metalli in quelle condizioni svolgevano l'elettricità, la quale era resa palese non più dalla rana sola, ma dall'elettroscopio comune a foglie d'oro; sicchè, per quel momento , l'ipotesi di Volta divenne una verità fisica . Più tardi, mezzo secolo dopo, e quando si sono inventati elettroscopi più delicati , si è trovato che anche Galvani aveva ragione , e sappiamo oggi che un muscoiolo vivo è una pila , come è una pila l'arco dei due metalli di Volta.
Soltanto in seguito agli esperimenti di Matteucci e di Du Bois-Raymond venne accertata l'esistenza di una elettricità animale e le idee di Galvani, pur in parte contraddette da Volta, vennero poste alla base dell'elettrofisiologia.
D'altra parte a questa conclusione era arrivato già lo stesso Volta, prima ancora della scoperta della pila, che nella lettera al prof. Brugnatelli scriveva:
"...dopo avere tanto fatto e scritto per dimostrare insussistente una pretesa Eletricità animale , quella cioè che si eccita coll'artificio de' metalli ne' membri recisi ecc. , ammetto io pure una vera e propria elettricità animale, nella Torpedine, nell'anguilla tremante e negli altri pesci che danno la scossa; e una simile, nel modo sopra spiegato, inclino ad attribuire pure a tutti gli animali; Elettricità tanto più veramente animale quantoché dipende dall'anima, obbedisce cioè alla volontà e non s'estende propriamente o poco fuori della sua sede. Nelle sper. pertanto del Galvanismo ne' membri recisi ecc. , mancando la volontà , non è più mosso il fluido elettrico da alcun principio interno , bensì da causa esterna, dall'applicazione cioè di conduttori dissimili che sono veri motori..."
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