5. L'opera di Volta nello sviluppo della Società dell'Informazione

Elettrofisiologia e Bioingegneria

Tavola 2 - Dal 1751 al 1800

 

Date 
e luoghi

Osservazioni, 
invenzioni
e sviluppi

Intuizioni, leggi fisiche,
principi di funzionamento

Applicazioni

1752
(Gottingen)

Secondo Albrecht von Haller le sensazioni sono trasmesse al cervello che, a sua volta, invia l'impulso della volontà ai muscoli. L'agente attivo può consistere in un fluido di natura non  elettrica, che circola attraverso i nervi, supposti cavi

1752
(Stati Uniti)

Dopo una prova eseguita con successo in Francia, Benjamin Franklin dimostra la natura elettrica del fulmine, raccogliendo le cariche elettriche atmosferiche con un aquilone

L'esperimento di Franklin con L'aquilone

1753
(Stati Uniti)



Franklin inventa il parafulmine 

1753
(Torino)


Dopo essersi interessato agli studi di  Benjamin Franklin, padre Giovanni Battista Beccaria, fisico e geodeta, pubblica l'opera "Dell'elettricismo artificiale e naturale" e studia le luminescenze elettriche come criterio  per riconoscere  le due opposte  elettricità

1756
(Torino)

Nella sua disputa di laurea "De electricitatibus contrariis" Carl Johan Wilcke, allievo di Aepinus, sostiene l'esistenza di due opposte elettricità 

1759
(Pietroburgo)

Nel "Tentamen Theoriae elecytricitatis  et magnetismi" Franz Ubrich Teodor Aepinus sostiene che l'elettricità  è sui corpi, non attorno  ai corpi, illustra le sue esperienze e fornisce una prima interpretazione dell'elettrizzazione per induzione

1760
(Bologna)

Toccando con sbarrette cariche vari punti del corpo di rane vive o morte, Leopoldo Caldani e Felice Fontana sperimentano che il contatto elettrico stimola nel loro corpo contrazioni muscolari

1762
( Svizzera )

Nella sua opera "Nuova teoria dei piaceri" il filosofo Johann Georg Sulzer riferisce sulla sensazione ricevuta al contatto della sua lingua con due metalli diversi


1766
(Londra)

Henry Cavendish isola l'idrogeno (da lui chiamato "aria infiammabile") e ne  studia le proprietà


1766
(Torino)

Un ex-discepolo del Beccaria, Giovan Francesco Cigna, ripetendo più volte un  esperimento di elettrizzazione per induzione, riesce a caricare una bottiglia di Leida 

1770
(Svizzera)


Albrecht von  Haller riconduce  l'irritabilità dei muscoli a stimoli meccanici, termici, chimici ed elettrici

1770
(Londra)

John Walsh , membro del Parlamento  britannico, studia scientificamente la torpedine e trova che le scosse della torpedine si trasmettono attraverso i conduttori di elettricità, ma non attraverso i "non conduttori" Walsh paragona le superfici superiore e inferiore degli "organi elettrici" della torpedine alle superfici cariche di elettricità di segno opposto di una bottiglia di Leida e conclude: "We here approach to that veil  of Nature which man cannot remove" (ci avviciniamo qui a quel velo della natura che l'uomo non può scostare)


La torpedine vista di fronte; in basso sono mostrati gli organi elettrici

1774
(Köping)

Il farmacista  Karl  Wilhelm Scheele della città di Köping, scopre il cloro, gli ossidi di bario e di manganese, e l'ossigeno, che chiama, quale seguace della teoria del flogisto, "aria di fuoco". Studia anche la respirazione degli animali acquatici 

1775
(Como)

In una lettera allo scienziato inglese Joseph Priestley (autore, nel 1767, della "History of Electricity"), Volta descrive l'elettroforo perpetuo che utilizza l'induzione elettrostatica per produrre e continuare ad accrescere una carica elettrica


L'elettroforo perpetuo 

Joseph Priestley, lo scienziato che scoprì l'ossigeno e altri gas

1777
(Londra) 

Tiberius Cavallo pubblica l'opera "A Complete  Treatise of Electricity" con esperimenti originali dell'autore

1778
(Como) 

Nella lettera sulla capacità dei condensatori elettrici,  che invia a Horace-Bénédict De Saussurre, il naturalista svizzero inventore dell'igrometro,  Volta introduce accanto al concetto di "capacità elettrica" quello di "tensione elettrica"

   1780
(Francia)


L'abate Pierre Bertholon pubblica un  libro sull'elettricità del corpo umano, che Luigi Galvani, professore di anatomia all'università di Bologna, citerà  nella quarta parte del suo libro "De viribus"

1780
( Bologna )

All'università di Bologna, Luigi Galvani inizia le sue ricerche sull'elettricità animale  utilizzando come sorgenti di elettricità, macchine a strofinio, bottiglie di Leida ed elettricità atmosferica

Le nozioni di fisica di Galvani sono quelle del suo tempo e sono fondamentalmente basate sui fluidi eterei: luminoso, termico, magnetico, elettrico

1780
(Como) 

Alessandro Volta inventa il "condensatore dell'elettricità, un dispositivo che serve  per accumulare elettricità e per rendere visibili anche quantità di elettricità molto deboli

Schema di principio del condensatore realizzato da Alessandro Volta


1781 
(Bologna)


In base ad analisi al microscopio,  Felice Fontana ipotizza che i nervi siano pieni di un fluido viscoso, chiamato "fluido nervoso" che ha natura diversa, ma non molto dissimile, da quella elettrica

1781 
(Bologna)


A seguito di studi sulle torpedini e sulle anguille elettriche, Fontana ritiene possibile, anche se poco probabile, l'identità fra elettricità e fluido elettrico

1781
( Bologna )

Un evento  inatteso nel laboratorio di Galvani. Un assistente tocca casualmente, con un coltello anatomico, il nervo femorale di una rana "preparata", che si trova a piccola  distanza  da una bottiglia di Leida, nel momento in cui da quest'ultima scocca una scintilla: gli arti della rana subiscono violente contrazioni  Una tipica rana, preparata per  esperimenti:
F filo metallico che perfora il midollo spinale; M spina dorsale; DD nervi sacrali che terminano nei nervi crurali

1782 
(Como)


Volta pubblica la memoria "Del modo di rendere sensibile la più debole  elettricità sia naturale sia artificiale" e propone una definizione per la capacità di un condensatore, scrivendo esplicitamente: "capacità e tensione elettrica sono in ragione inversa"

1781-84
(Bologna)

In base a una serie di innumerevoli esperimenti Galvani si convince che la rana si comporta sia da elettroscopio che da generatore di elettricità Le contrazioni sono più evidenti se il nervo crurale e il muscolo della zampa sono messi in contatto fra loro da un arco bimetallico,  piuttosto che da un arco costituito da un solo metallo

1781-84
(Bologna)

Ripetendo i suoi esperimenti in diverse condizioni, Galvani colloca le rane (preparate nella consueta maniera) anche all'aperto, collegandole al parafulmine. Ne osserva le contrazioni allo scoccare di fulmini e anche al passaggio di nubi temporalesche 

1787
(Como)

In una lettera al poeta e scienziato tedesco Georg Christoph Lichtenberg, Volta  descrive la combinazione di un elettrometro a foglie con un condensatore, e fa una trattazione  quantitativa del dispositivo che chiama "elettrometro  condensatore" 

G. C. Lichtenberg

L'elettrometro condensatore, inventato e descritto da Alessandro Volta 

1787
(Londra)

Il fisico inglese Abraham Bennet inventa un duplicatore formato da un elettroscopio a sommità piatta, e da due piastre metalliche mobili, la piastra centrale e la piastra superiore, entrambe con la faccia inferiore ricoperta da vernice isolante. La macchina si basa, come l'elettroforo perpetuo, sul fenomeno dell'induzione elettrostatica e permette, ad ogni successivo ciclo di operazioni, di raddoppiare la carica elettrica accumulata.

Funzionamento del duplicatore di Bennet

a. Viene applicata all'elettroscopio una carica iniziale, mentre, sulla sua sommità, è appoggiata la piastra centrale  (con il dito dell'operatore a contatto della faccia superiore). In queste condizioni l'elettroscopio si trova ad avere capacità più elevata di quella che, a parità di tensione, avrebbe da solo, e quindi assorbe più carica dalla bottiglia di Leida.

b. Una volta che la piastra centrale è stata allontanata dall'elettroscopio (determinando un aumento della tensione presente fra i due corpi, la piastra superiore viene posta sopra di essa e, se viene messa a terra (attraverso il dito dell'operatore), si carica per induzione di segno opposto rispetto alla piastra centrale, cioè con segno uguale alla carica dell'elettroscopio.

c. La piastra superiore è posta in contatto elettrico con la superficie metallica dell'elettroscopio, mentre la piastra centrale (messa a terra al solito modo) viene di nuovo appoggiata sulla sommità piatta, ricoperta da vernice. Le due cariche, fornite una per contatto diretto e l'altra per induzione si sommano fra loro, facendo raddoppiare la carica dell'elettroscopio (Questa carica sarà messa in evidenza dalla divaricazione delle foglie dall'elettroscopio, appena la piastra centrale  sarà stata allontanata dalla sommità dell'elettroscopio) 

1788
(Londra)

William Nicholson inventa la prima  macchina rotante per induzione, che comprende due dischi fissi e uno girevole attorno a un asse. Il disco girevole scorre davanti agli altri due, raddoppiando (o quasi) ad ogni passaggio la carica accumulata per induzione su ciascuno dei due dischi (cariche elettriche positive sull'uno e negative sull'altro).

Il duplicatore (o moltiplicatore) rotante di Nicholson

Il duplicatore di Nicholson, ricostruito nel laboratorio di fisica dell'università di Pavia nel 1796,  permetterà a Volta di valutare quantitativamente  l'azione sviluppata dal  muto contatto fra due metalli diversi e di rielaborare la sua teoria del contatto

1791
(Bologna)


Galvani  pubblica l'opuscolo "De viribus electricitatis  in motu musculari " e divulga la teoria  del fluido elettrico animale nel mondo accademico. Alcune copie del "Commentarius" di Galvani giungono anche all'università di Pavia 
L'inizio del "Commentarius" di Luigi Galvani
 (Dal sito Web dell'Università di Pavia)

1791
(Pavia)

Volta, inizialmente pessimista, prova lui stesso a ripetere gli esperimenti di Galvani e passa in pochi giorni "dall'incredulità al fanatismo". Ma comincia presto ad avere qualche dubbio e prova a spiegare il fenomeno in modo più semplice

1791
(Pavia)

Accurate analisi quantitative convincono Volta che il "disequilibrio elettrico", cioè la forza elettromotrice, non ha sede nella rana, ma nel contatto fra i due metalli che formano l'arco di collegamento: la rana "preparata" agisce solo da elettroscopio rivelatore

1792
(Como)


Nella "Memoria seconda  sull'elettricità animale" , Volta controbatte la teoria del fluido elettrico animale" sostenendo che nella contrazione dei muscoli  della rana osservati da Galvani  "è la diversità dei metalli che fa". 

1794
(Bologna)

Nella pubblicazione anonima "Dell'uso e dell'attività dell'arco conduttore nelle contrazioni dei muscoli" sono descritti esperimenti di Galvani e del suo nipote e discepolo Aldini, dove si riferisce, fra l'altro, che si sono ottenute contrazioni in una rana  ponendo il nervo femorale direttamente a contatto della superficie tagliata del muscolo della coscia La contrazione che si verifica in seguito al contatto diretto fra nervo e muscolo è la prima dimostrazione scientifica dell'attività bioelettrica
Il nervo viene messo direttamente a contatto della superficie tagliata del muscolo. (Per inumidire il nervo, la rana è stata lavata in soluzione salina)

1794
(Pisa)

Il medico toscano Eusebio Valli pubblica  a Mantova la Lettera XI sull'elettricità animale e riferisce di contrazioni muscolari ottenute per mezzo  di circuiti formati  con i soli organi delle rane, senza l'uso di metalli ed evitando accuratamente ogni possibile irritazione di tipo meccanico degli organi animali. 

1796
(Como)


Volta cerca di modificare la sua "teoria del contatto" in modo da riuscire a interpretare anche le nuove esperienze di Galvani, Aldini e Vassalli in base alle sue convinzioni scientifiche. A questo fine ammette che le contrazioni possono essere provocate non solo da conduttori metallici, ma anche dall'intervento di conduttori umidi 

1796
(Como)

Volta avvia esperienze per precisare fisicamente la sua teoria del contatto. A questo  scopo Sostituisce il suo elettrometro condensatore con il moltiplicatore di Nicholson e riesce a mettere in evidenza la debole tensione che si genera al contatto fra conduttori diversi, sia di prima specie (metalli) che di seconda specie (conduttori umidi) 

1797
(Bologna )


Un anno prima di morire, Galvani pubblica le sue memorie sull'elettricità animale, dove ribadisce le proprie idee con queste parole:"...avvi una serie di contrazioni che si ottengono senza stimolo, senza metallo, e senza il minimo sospetto di eterogeneità, e prodotte dunque da un circolo  di elettricità intrinseca all'animale..."

1797
(Como )

Volta risponde con le "Lettere del cittadino N.N. di Como" indirizzate al fisico  Giovanni Aldini, nipote e discepolo di Luigi Galvani, e prosegue il suo dibattito con i Galvaniani


1799
(Como)

La strepitosa invenzione della pila, da parte di Volta, segna anche il trionfo della teoria voltiana dell'elettricità di contatto e chiude per molti anni ogni discorso  a sostegno  della teoria dell'elettricità animale


 

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