2. L'invenzione del telefono

Anticipazioni di Meucci sul dispositivo antilocale

Il cosiddetto "effetto locale" (noto in inglese come "side tone") consiste nel passaggio della voce del parlatore dal microfono al ricevitore; contribuisce all'effetto locale anche il rumore dell’ambiente circostante (presente sempre, anche se il parlatore sta in silenzio).

Infine l'eco, percepita attraverso il ricevitore telefonico del parlatore stesso, si sovrappone alla voce del parlatore lontano, disturbandola.

I dispositivi che rimediano all'effetto locale sono detti "antilocali" (in inglese AST "anti side tone"). Nei primi impianti telefonici Bell (1877-1878), l’utente possedeva soltanto un trasduttore, che portava alternativamente alla bocca e all’orecchio e, pertanto, l’effetto locale era meno sentito. Dal 1878 in poi, fino al 1900, quando vennero introdotti i dispositivi antilocali, l’utente fu dotato di un trasmettitore e di un ricevitore telefonico, posti in serie tra loro e con la linea, e perciò soggetti all’effetto locale. I dispositivi antilocali furono introdotti nelle reti Bell nei primi anni del 1900 (vedi anche "Cronologia dello sviluppo dei dispositivi antilocali").

Anche Meucci, nei suoi esperimenti all’Avana del 1849, cosi come nei suoi primi esperimenti a Clifton, usava lo schema di connessione in serie, ma modificò tale schema, intorno al 1857-1858, escogitando una semplice soluzione al problema dell’effetto locale. Quando Meucci si sentì pronto per introdurre la sua invenzione, pregò un suo amico pittore, Nestore Corradi, venuto con lui all’Avana neI 1835 (vedi Risposta n. 43 al processo Bell/Globe), e che allora abitava a New York, di fargli lo schizzo di base per disegnare lo schema di una conversazione telefonica.

[Risposta n. 49] "Mr. Corradi per mio ordine mi fece una figura a sedere nella posizione che gli avevo indicato; poi presi il disegno fatto da lui e in un foglio addoppiato lo lucidai attraverso un cristallo e formai il quadro di due persone, una rimpetto all’altra; marcai sulla stessa carta al di sopra di esse una linea di conduttori che conducevano l’elettricità allo strumento che tenevano in mano, la quale elettricità era prodotta da una batteria di Bunsen. ...".

 Il disegno venne incluso nell'"affldavit" (dichiarazione giurata) di Meucci, rogata il 9 ottobre 1885 ed esibita il 28 dicembre 1885 al processo Bell/Globe come "Prova della Difesa N. 120".

L’epoca in cui fu eseguito il disegno è stata convalidata da testimonianze e dichiarazioni giurate di molte persone, tra le quali lo stesso Corradi.

 Il disegno mostra come la soluzione "antilocale" adottata da Antonio Meucci fosse quella che oggi viene denominata "circuito a quattro fili", in cui si ha la separazione completa delle due direzioni di trasmissione (a parte il comune ritorno a terra), così che il segnale che transita in un senso non possa sovrapporsi a quello di senso opposto e non possa pertanto produrre l’eco in questione. (Le freccette nel disegno di Corradi indicano le direzioni di trasmissione).

Dato che l’effetto locale è maggiormente avvertito quando il segnale proveniente dal parlatore lontano è debole (cioè, in particolare, quando la distanza di trasmissione è grande) il disegno conferma anche che Meucci sperimentava su lunghe distanze. Infatti, nella parte alta del disegno di Corradi, si legge la scritta "Line of several miles" (linea di parecchie miglia) e, nella parte in basso, la scritta "Electric current from the inductor pipe" (corrente elettrica dalla linea induttiva). Quest'ultima si riferisce evidentemente all’uso del carico induttivo per aumentare la distanza di trasmissione della linea.

Si osserva infine che, se anche fosse negata la veridicità delle numerose testimonianze giurate che collocarono la data del disegno di Corradi tra il 1857 e il 1858, resta il fatto che il disegno stesso fu esibito e messo agli atti del processo Bell/Globe nella seduta del 28 dicembre 1885, cioè almeno quindici anni prima che un qualsiasi dispositivo antilocale fosse ideato e adottato nelle reti Bell.

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